venerdì 3 dicembre 2010

Ci vogliono in silenzio, resteremo liberi


Ci vorrebbero ridurre al silenzio.


Ci vorrebbero accondiscendenti.

Ci vorrebbero adulatori.

Ci vorrebbero ciechi.

Ci vorrebbero sordi.

Ci vorrebbero muti.

Resteremo sempre liberi.



Per i "potenti" di turno che si ispirano, goffamente, al presidente del consiglio la stampa dovrebbe vedere, sentire, scrivere solo quello che fa comodo al loro assurdo modo di governare. Dimenticano che il ruolo di un giornalista è quello di riportare la verità, di verificare quello che accade, di informare i cittadini. Spesso siamo costretti a fare i "controllori" nostro malgrado. Se nei piccoli paesi non ci fossero giornalisti onesti pronti a riportare all'attenzione della gente quello che accade nei municipi, molti "intrallazzi" passerebbero sotto silenzio.

Non si è coraggiosi soltanto quando si scrive di criminalità organizzata.

Si è coraggiosi quando ogni giorno si deve "lottare" contro le ingiurie, le minacce, le calunnie, le cattiverie non soltanto dei politici di turno, che si sentono intoccabili, ma anche degli innumerevoli "lecchini" che si trascinano dietro e che pure di stare nella "corte" del potente dimenticano di avere una dignità da difendere, pronti (per un proprio tornaconto) ad essere trattati come scendiletto umani.

Spesso la cosa peggiore è dover rispondere anche a quei colleghi, o pseudo tali, che ti dicono: stai in silenzio, non commentare, non far capire quel che pensi...già se non fai capire quel che pensi è più facile fare la "bandoliera" è buttarsi una volta a destra e una volta a sinistra..stando di solito radicalmente al centro.

Fare la bandoliera non mi si addice, se dovessi riuscire nuovamente a lavorare per un ente pubblico sono certa che lo farò non per raccomandazione politica, ma perchè avrò trovato un sindaco "coraggioso" quanto me, che non si ferma alle apparenze, che non vuole qualcuno che lo osanni, ma scelga una professionista che ama profondamente il suo mestiere.

Sono pazza? Può darsi, se pazza vuol dire che vivo ancora seguendo dei principi morali e che mi aspetto che chi mi governa ne abbia altrettanti.

giovedì 19 agosto 2010

Il faro


Sto accarezzando un sogno...un piccolo sogno di quelli che per altri sono banali, ma che per me significherà tanto. Oggi mi è venuto in mente il nome, il logo forse, chissà se resterà questo, chissà se davvero riuscirò a realizzarlo. Intanto in questa fresca sera d'agosto, perchè si fa fresco sul serio nonostante siamo in pieno agosto, io mi addormenterò pensando a tutti i dettagli che forse presto mi regaleranno una cosa cui dedicarmi con la mia nota cura per i particolari.

mercoledì 5 maggio 2010

La Sinistra ha bisogno di tanto...tranne che di uomini arroganti


Prendo spunto da un post di Gaetano Di Matteo per tornare a scrivere della mia amata Somma Vesuviana. Non posso credere alla mia ingenuità, io sono ancora convinta che la politica di Sinistra sia fatta da persone che non vogliono pugnalarti alle spalle, da persone che credono in alcuni valori e si battono per vederli realizzati. Questo ho imparato quando mi sono avvicinata alla politica, e me l'hanno insegnato persone come Alfonso Auriemma, Lena Bruno, Marianunzia Auriemma, Luisa Cimmino, il caro Pasquale Morisco, e poi con il tempo il professor Ciro Raia. Quando qualche giorno fa ho chiesto, pubblicamente perchè non mi vergogno di dire ciò che penso, proprio a Raia di tornare ad occuparsi della politica locale l'ho fatto perchè pienamente convinta che con il suo aiuto possiamo tornare a mettere in piedi un progetto di Sinistra che vada ben oltre i partiti istituzionali e le loro continue liti personali. Credo di poter tornare a sognare, di poter realizzare quel progetto cui ci eravamo dedicati anima e cuore nel 2006. E ora che cosa sento? C'è chi fa battute ed ironizza perchè vuol far fuori ipotetici "avversari" alla carica di candidato sindaco....prima di pensare alle poltrone pensate a costruire una Sinistra che a Somma ormai è quasi del tutto cancellata. La Sinistra sommese ha bisogno di tante cose, ma certamente non ha bisogno di uomini arroganti. Ne abbiamo avuti fin troppi in passato e l'unico loro merito è stato quello di consegnare la città al centrodestra.

martedì 4 maggio 2010

Ritornare a scrivere


Riprendere a scrivere per il blog dopo oltre un anno di stoo non è una cosa facile.
Di cose ne sono accadute tante, e altrettante volte avevo voglia di tornare qui per dire ciò che pensavo. Ogni volta però mi frenavo. Sono diversa, sono cambiata, ora pondero le cose prima di esternarle. E' un bene?
Intanto sono ritornata...
Ben trovati a chi mi legge ancora
e ben arrivati a chi comincerà a farlo

martedì 2 dicembre 2008

Contessa

Grazie all'amico Stefano (Prisco) che stasera mi ha fatto riascoltare una canzone di Paolo Pietrangeli che nonostante siano passati 40 anni è sempre attuale....

"vero inno del '68 fu però Contessa di Paolo Pietrangeli, uno studente comunista lettore di "Classe Operaia" e di "Operai e capitale", che la scrive nel maggio 1966 durante l'occupazione dell'Università di Roma seguita all'uccisione dello studente Paolo Rossi da parte dei fascisti, avvenuta il 27 aprile. E la scrive in una notte, prendendo spunto dalle conversazioni che una certa vecchia borghesia faceva a proposito di quell'occupazione e di pretese orge sessuali e dalla cronaca di un piccolo sciopero avutosi a Roma in una fabbrichetta, dove il padrone, certo Aldo, aveva chiamato la polizia contro i suoi operai che facevano picchettaggio."

mercoledì 19 novembre 2008

Grazie Iustitia


Esiste un sito Iustitia.it (e questo lo scrivo solo per i non addetti ai lavori che seguono il mio blog) che puntualmente informa i giornalisti campani su quello che accade nel mondo dell'editoria, e di questo non possiamo che ringraziarlo. Ieri sera sono andata a leggerlo, e mi sono capitati sotto gli occhi due articoli (tra gli altri) che credo meritino un minimo di commento. Il primo riporta le dichiarazioni rilasciate all'Ansa dal consigliere dell'Ordine Ermanno Corsi sui "torbidi ambienti" del giornalismo nostrano. Meno male che alla fine dell'articolo, l'autore solleva un dubbio e ricorda a noi e Corsi che quando si facevano una serie di praticantati sospetti e discutibili il presidente dell'Ordine fosse proprio lui. Oggi anche nel nostro Ordine si stanno muovendo correnti politiche indegne persino della peggiore Dc, se non stai dalla parte giusta rischi di restare impantanato. Eppure le correnti sono l'unica cosa che si vede muoversi nel mondo del giornalismo a Napoli, nessuno si preoccupa dei giornalisti disoccupati (e parlo in prima persona perchè ormai conosco molto bene la situazione ed il mercato), nessuno si preoccupa di far finalmente rispettare la legge sugli uffici stampa negli enti pubblici, nessuno si preoccupa che gli editori rispettino i giornalisti ed applichino i contratti alla regola..e potrei continuare.

Una cosa l'Ordine la sta facendo, alla guida di Ottavio Lucarelli, si sta ponendo attenzione alle nuove iscrizioni all'Albo dei giornalisti pubblicisti. Sarebbe bello se altrettanta attenzione la si mettesse anche per verificare i praticantati, e lo dico perchè io (e certamente non solo la sola) il praticantato l'ho fatto sul serio, e mi è servito. Sono stata 18 mesi a disposizione dei miei vicedirettori che mi affidavano diversi incarichi per fare in modo che mi occupassi di tutto (cronaca nera, politica, giudiziaria, bianca, sport) insomma tutto, oltre la gestione dei collaboratori e la realizzazione di diverse pagine ed invece molti vorrebbero (grazie all'amicizia e la politica) trovare nuove regole che permettano a chi non ha mai messo piede in una redazione di diventare un professionista. E poi perchè? Tanto il titolo non serve....serve la bravura.

L'altro articolo è questo
Adesso, fermo restando che non ce l'ho con il collega Pocobelli...ma possibile che a Napoli c'è chi non riesce a trovare un lavoro e chi invece deve arrabbattarsi perchè ne fa, due, tre, quattro? Insomma anche su Facebook, dove i colleghi sono sempre di più...ce ne sono diversi che si lamentano perchè due collaborazioni sono poche....sarà (come qualcuno potrà ricordarmi) che io parlo perchè al momento sono senza lavoro..ma io l'ho sempre pensata così.

Quando ho avuto il contratto di addetto stampa di un Comune, ho smesso di collaborare con il Corriere del Mezzogiorno, prestigioso quotidiano, e solo perchè ritenevo che le due cose "cozzassero", che non fosse opportuno..nessun collega me lo aveva chiesto, ma siccome sono fissata con il fare le cose giuste ho smesso, ed ho sbagliato...se avessi continuato forse oggi non sarei a spasso.

Questo può considerarsi lo sfogo di una professionista incazzata, o lo spunto per una riflessione sulla nostra professione. Dipenderà dai vostri commenti....